Weird Focus: Ryunosuke Akutagawa

imageQualche giorno fa è stato l’anniversario della nascita di  Ryunosuke Akutagawa (芥川 龍之介), scrittore e poeta giapponese nato a Tokyo il 1 marzo 1892, uno dei pionieri della letteratura fantastica e weird.

Akutagawa è morto suicida all’età di 35 anni e nonostante la breve carriera, è considerato così importante per il mondo letterario nipponico che il più prestigioso Premio Letterario giapponese, l’Akutagawa Prize appunto, è stato dedicato proprio a lui.

Il nome, Ryunosuke, significa “figlio del Drago” e gli fu dato in quanto nacque nell’anno del Drago, nel mese del Drago, nel giorno del Drago e nell’ora del Drago (8 a.m.). Figlio di genitori anziani e malati, venne affidato ben presto agli zii materni, discendenti di samurai, che lo fecero crescere in un ambiente culturalmente stimolante.

All’università studiò Letteratura Inglese e con gli amici della scuola, anch’essi imagescrittori, fondò un circolo letterario, impegnandosi nella scrittura e anche nella traduzione dei testi di William Butler Yeats e Anatole France. In questo periodo, pubblicò il suo primo racconto, “Rashomon”, che diventerà poi famoso per aver ispirato l’omonimo film di Akira Kurosawa: la reazione dei suoi contemporanei non fu troppo positiva, salvo quella di Sōseki Natsume, famoso romanziere dell’epoca, che lo incoraggiò a continuare a scrivere.

Negli anni successivi si dedicò all’haiku, pubblicando poesie con lo pseudonimo di Gaki, e alla rivisitazione di eventi storici e opere classiche in modo moderno. Diventò poi insegnante di lingua inglese e si sposò con una ragazza di nome Fumiko, che gli darà tre figli. Grazie ai primi successi, abbandonò l’insegnamento e iniziò dedicarsi al lavoro di scrittore e a quello di cronista per un giornale, che lo porterà ad affrontare un lungo e faticoso viaggio in Cina.

imageAl suo rientro, malgrado il crescente successo, la sua situazione fisica e l’improvvisa pazzia di un amico, che gli ricordavano i dolorosi ricordi dell’infanzia e della madre anch’essa mentalmente instabile, lo scossero al punto da portarlo a tentare ben due volte il suicidio, che avverrà con successo il 24 luglio 1927, per overdose di Veronal.

Le tematiche più diffuse dei suoi racconti sono la bruttezza dell’egoismo dell’essere umano e la bellezza ed importanza dell’arte, ben rappresentate nei suoi numerosi racconti (ben 150) suddivisi classicamente in Edo-mono (ambientati nel periodo Edo, come ad esempio Gesaku zanmai, “Una Vita Dedicata a Gesaku”, 1917), ōchō-mono (ambientati nel periodo Heian, come Jigoku Hen, “La Scena dell’Inferno”, 1918), Kirishitan-mono (connessi con il Cristianesimo in Giappone, come Hokōnin no shi, “La Vita di un Cristiano”, 1918)  kaika-mono (ambientati nel primo periodo Meiji come Butōkai, “Il Ballo”, 1920).

La sua abilità di intersecare tradizione e modernità, e l’aver scelto di affrontare tematiche senza tempo come la colpa, l’amore, Dio e il Diavolo, l’incertezza delle cose e le contraddizioni della vita, rendono la sua opera incredibilmente moderna e comprensibile anche al lettore di oggi.

A questo link, una breve bibliografia dei testi di Akutagawa pubblicati in Italia.

 

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Pubblicato il 7 marzo 2016, in Cultura, Culture, Letteratura, Literature con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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